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Riuscita presentazione di “A cercar nidi”

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“Il ragazzo fu internato nell’istituto pel solo motivo ch’era un po’ troppo vivo all’età di nove anni poteva incorrere a qualche pericolo fra i quali quello di cercare i nidi sui coperti delle case”

Il 25 giugno alle ore 18.30 è stato presentato “A cercar nidi”. Storie di minori discoli dalle carte dell’Archivio di stato di Udine 1914-1920 edito da La Nuova Base.

Il timore del maltempo e il covid non hanno impedito l’evento, che si è svolto nel giardino del liceo in condizioni di sicurezza e sotto i gazebo appositamente allestiti dal personale della scuola.

Alla presenza di tutte le autorità e gli enti che hanno sostenuto la pubblicazione, degli studenti autori e delle loro famiglie,  di un pubblico attento e coinvolto, è stata presentata l’ultima pubblicazione del Laboratorio di storia contemporanea “Piccole storie” del Liceo.

Sono intervenuti Il Dirigente, La Regione, il Comune di Udine e la Fondazione Friuli che sono i maggiori sponsor, la dott. Luisa Villotta direttrice dell’Archivio di stato, l’ing. Vittorio Zanon editore. 

La professionalità di Valerio Marchi ha condotto con cura e stile lo svolgersi dell’evento. Valerio ha dialogato con Marcella Zampieri, la curatrice del libro e alcuni studenti- autori del testo, tra cui Tommaso Pascolo che ha scoperto il fascicolo di Gioconda Modotti. 

Serena di Blasio, attrice, ha letto passi scelti tratti dai documenti di alcuni discoli, di fronte ad un pubblico attento e commosso.  

Erano presenti una quarantina di  studenti, quasi tutti quelli che hanno partecipato al progetto (tra loro la ex 5G, maturata un anno fa, e la 4 A di quest’anno) e tanti colleghi che hanno conosciuto e apprezzato il progetto.

Il lavoro del personale, a cui è rivolto un grande ringraziamento, è stato fondamentale per predisporre le strutture (impianti e gazebo) indispensabili per la realizzazione della presentazione.

I documenti parlano con un linguaggio prezioso: le parole delle istituzioni sono scritte da chi è consapevole di decidere della vita di un bambino, mirano all’essenziale, mai vuote o indifferenti; le richieste delle famiglie, invece, sono perlopiù scritte da terzi. Figure preposte alla stesura della domanda, persone istruite ma che conoscono il mondo da cui le richieste di internamento provengono: il loro linguaggio è efficace, colorito, metaforico, ricco di parole e di espressioni inconsuete e affascinanti.

Un libro è il modo più consono a restituire quel mondo che a noi si è svelato attraverso le carte e che noi riproponiamo attraverso la carta; ci è sembrato che, in questo mondo virtuale dove le parole scompaiono subito, i discoli avessero diritto di essere ascoltati da lettori attenti, disposti a fermarsi sulle pagine, sulle immagini, sui documenti, sulle storie …. disposti a farsi accompagnare  dentro il loro mondo, e a conoscerl; 27 storie, 27 fascicoli da dipanare e parafrasare: un lavoro su misura per gli studenti, ciascuno dei quali ha scelto di incontrare il destino di un bambino e di accompagnarlo fuori dall’oscurità in cui era immerso.

Il volume è disponibile con contributo - che servirà a proseguire l’attività del Laboratorio nei prossimi anni - presso le librerie Tarantola, Friuli, Moderna di Udine.

Sull’ultimo numero della Panarie, un’ampia sezione curata da Per Giorgio Gri è dedicata al progetto

Proponiamo, infine, l’intervento conclusivo di Cristina Stefanutti (ex 5G)

"Buonasera a tutti, sono Cristina Stefanutti ex studentessa del Marinelli, della classe che ha partecipato al progetto. Abbiamo iniziato quando eravamo in 4G

Vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno permesso di realizzare il percorso a scuola che è proseguito con la pubblicazione del libro. 

È stato un approccio alla storia diverso e inconsueto, abbiamo potuto affiancare lo studio della grande storia dei libri alla realtà economico-sociale del nostro territorio. Attraverso i documenti, sfogliati e letti all’archivio di stato e poi minuziosamente trascritti in aula informatica, abbiamo scoperto le condizioni in cui molti minori e le loro famiglie vivevano nella prima metà del 1900, i valori e i modi di pensare della società del tempo, e il percorso a volte molto complesso che questi minori dovevano compiere per potere essere di nuovo integrati nella società. 

All’interno dei fascicoli non erano presenti solo documenti delle autorità, grazie ai quali abbiamo potuto ricostruire l’iter burocratico della pratica, ma anche lettere degli stessi minori o dei genitori in cui emergono emozioni e sentimenti che non avremmo potuto trovare sui libri di scuola. Trascrivendole li abbiamo incontrati: ci hanno trasmesso le loro idee, le loro emozioni e noi ci siamo immedesimati nelle loro tormentate vicende. 

Un confronto  con la società odierna e con il nostro stile di vita, con la nostra mentalità, è stato naturale…

È un metodo diverso e  più stimolante per comprendere la storia: abbiamo indagato direttamente su fonti storiche, cercato di trascrivere e comprendere dei documenti scritti con un linguaggio che non è stato per noi sempre facile. 

Un progetto che ci ha permesso inoltre di approfondire attraverso saggi e schede  vari aspetti della società friulana del tempo.

Oggi siamo tutti qui a ringraziare i discoli perché ci hanno voluto rivelare le loro vite difficili e coraggiose e il Marinelli in cui abbiamo fatto un’esperienza unica: la scuola è entrata in archivio e ha scoperto i suoi segreti tesori.  La scuola, in quel momento, eravamo noi, la 4G."

 

 

 

 
Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Personale ATA
Studenti