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PADOVA: TRA SCIENZA ED ARTE

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Mercoledì 8 aprile le classi 2F e 2I del Marinelli, accompagnate dalle proff. Sabrina Candussio, Loredana Del Fabbro e Chiara Pecile, si sono recate in visita d’istruzione a Padova, nell’ambito del progetto didattico “Tra Scienza, Arte e Società” il cui percorso è iniziato già lo scorso anno. Obiettivo: visita all’Orto Botanico e alla Cappella degli Scrovegni. Lo sapevate che i semi di cacao sono stati ritenuti così preziosi che, fino a metà ‘800, venivano in alcuni luoghi utilizzati come moneta? E che le sue proprietà, da quella afrodisiaca a quella antidepressiva, erano sicuramente già note più di duemila anni fa in America centrale e meridionale? Incredibile no? Queste e tante altre curiosità, bizzarre o meno, sono riscopribili attraverso una gita a uno dei più antichi orti botanici del mondo, quello di Padova, che dal 1545 ad oggi ha accolto un’incredibile varietà di specie diverse, fino al numero attuale di 3500, grazie anche al progetto del Giardino della Biodiversità che ricrea le condizioni più favorevoli alla sua florida ed eterogenea vita vegetale. Insomma, l’Orto Botanico patavino è il luogo migliore per ritrovare la serenità che solo il contatto con la natura può donare, tanto da essere stato inserito tra i beni patrimonio dell’UNESCO grazie al suo contributo al progresso di scienze quali botanica, medicina, ecologia e farmacia. Così proprio il Giardino della Biodiversità è stata la prima tappa dell’uscita che le classi 2^ F e 2^ I hanno svolto ad aprile. Dopo questa sosta in mezzo alla natura, la visita a Padova ha cambiato rotta rivolgendosi al patrimonio artistico della città, a cominciare dalla Basilica di Sant’Antonio. Questa struttura risale ai primi decenni del XIV secolo, si può infatti notare già dalla facciata l’armonizzazione, azzardata ma incredibilmente bilanciata, dello stile romanico, gotico e bizantino suggerito dalle maestose cupole. Al suo interno, nella cappella, è contenuto il tesoro della Basilica, composto da numerose reliquie come l’incorrotta lingua del Santo divulgatore a cui è dedicata la Basilica. Un dettaglio: dall’intransigenza dei custodi sul volume della voce dei visitatori, sembra che le reliquie, se disturbate, possano riprendere vita da un momento all’altro! Ultima meta, ma senza dubbio non meno importante, la Cappella degli Scrovegni, che al suo interno contiene il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano nella sua maturità, Giotto. Le particolari misure adottate per preservare al meglio questo capolavoro sottolineano la sua importanza artistica: le pareti sono percorse dalla narrazione pittorica delle storie di Gioacchino e Anna, della Vergine e di Cristo, mentre nella controfacciata è dipinto il grandioso e suggestivo Giudizio Universale, con il quale si conclude la vicenda della salvazione umana. Volgendo lo sguardo al soffitto si è affascinati da una volta di stelle unica nel suo genere; il tutto concorre a rendere rivoluzionaria l’opera di Giotto, grazie alla sua mano e alla sua capacità di osservazione che l’hanno condotto a riscoprire e a rappresentare dopo molti secoli il mondo reale, l’uomo e lo spazio anche attraverso intuizioni che anticipano la grande invenzione della prospettiva . Tra scienza e arte questa città universitaria ha un potenziale immenso che attira turisti da tutto il mondo e ha appassionato per un giorno anche alcuni studenti del Marinelli.

Gaia Tomadini 2F

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Studenti