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Intensa esperienza a Dachau e Mauthausen

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Nelle giornate del 4-5-6 maggio un gruppo di studenti del Marinelli, accompagnato dalla professoressa Fiammetta Bonsignore, ha partecipato al viaggio-pellegrinaggio ai campi di concentramento di Dachau, Mauthausen, al castello di Hartheim e al memoriale dell’associazione della Rosa Bianca (un movimento di protesta non violento contro il regime hitleriano, formato da alcuni studenti dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco nel 1942.).

Durante questo viaggio all’insegna del ricordo, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di visitare alcuni dei luoghi in cui si sono consumate le più tragiche vicende del nazismo, di ascoltare le testimonianze di coloro che hanno subito sulla propria pelle la folle ideologia del terzo Reich e di unirsi, reggendo gli stendardi italiani, a una processione di commemorazione per coloro che hanno perso la vita nei campi di concentramento.

Eppure, nonostante tutto questo orrore, si è potuto vedere anche come l’uomo possa creare qualcosa in grado di redimerlo: all’esterno del campo di Mauthausen, negli anni successivi al ’45, sono stati costruiti diversi memoriali in onore delle vittime del campo.

Agli italiani che per la dignità degli uomini qui soffersero e perirono. Sono queste le parole che troneggiano sul cimitero militare italiano sulla parete frontale, mentre, su quella posteriore, in mezzo a ghirlande, candele e corone di alloro, centinaia di nomi e foto sono stati posti come memoria dei deportati morti a Mauthausen.

E proprio di questo hanno parlato gli studenti del Marinelli nella serata dedicata alla condivisione delle impressioni riguardanti il viaggio.

«Grazie a questa esperienza, abbiamo potuto capire con quanta facilità i nazisti siano riusciti a distruggere la dignità e l’individualità del singolo, eppure, nonostante questo, quelle persone scomode per il terzo Reich sono ancora ricordate e rese eterne, a dispetto dell’oblio in cui Hitler sperava di gettarle» dice la portavoce del Marinelli. «Abbiamo, quindi, deciso di scegliere uno di questi nomi e farlo nostro: portarcelo dietro e ricordarlo finché vivremo perché solo così potremo ribellarci veramente a ciò che il nazismo voleva fare».

I ragazzi hanno poi partecipato all’annuale commemorazione internazionale dei caduti in occasione del 73° anniversario della liberazione del campo.

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Studenti