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I miei ragazzi

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Ma questa dedica è scritta affinché altri la leggano:
Sono parole private che io ti dedico in pubblico.

(T.S. Eliot, 1963)

Si è chiuso il più difficile anno della scuola italiana. Se il Liceo Marinelli è riuscito a mantenere un alto profilo didattico e a rispondere alle puntuali attese degli studenti e delle famiglie è stato per merito dei miei ragazzi, un merito che deve essergli riconosciuto pubblicamente. Questa volta non sto parlando degli studenti, ma sto parlando degli insegnanti. E per loro uso un linguaggio da insegnante o da allenatore, perché oggi sono tutti miei ragazzi. Sono stati attenti, precisi, puntuali, entusiasti, efficienti, efficaci, sensibili: hanno capito il momento che stavamo vivendo e si sono dati da fare dentro modalità didattiche e comunicative ignote. Il capolavoro lo hanno compiuto nella valutazione di fine anno, dove tutti hanno voluto valorizzare quanto di buono è stato fatto, quanto gli studenti hanno studiato, quanto gli studenti hanno partecipato. Hanno usato le valutazioni per rafforzare, in un momento difficile. E hanno descritto con annotazioni precise la situazione degli studente quando era necessario farlo in modo che la valutazione fosse sempre chiara. Sono stati un esempio per me: qui non c’entrano contratti o obblighi, qui stiamo parlando di umanità e passione.

Nei mesi più difficili del lockdown mi sono a volte trovato da solo nel grande edificio del Marinelli. A volte ci siamo trovati soli io e il direttore dei servizi Daniele Chillemi, che è sempre stato al mio fianco con passione, impegno, dedizione. Tutti gli assistenti amministrativi e tutte le assistenti amministrative, tutti gli assistenti tecnici e le assistenti tecniche, tutte le collaboratrici scolastiche e i collaboratori scolastici coinvolti anche a turni o nel lavoro agile, a volte spaventati da un mondo che ci si era rivelato sconosciuto, hanno supportato il Liceo Marinelli nel dramma che stavamo vivendo con grande dedizione e impegno. Il grazie che rivolgo loro non è di manier

Ma se noi pochi eravamo dentro al Marinelli, lo eravamo perché sentivamo che c’era bisogno di noi, non per adempiere a un obbligo. Sapevamo che là fuori i miei ragazzi stavano lavorando con quotidiana passione per trasmettere agli studenti quegli apprendimenti necessari per non spezzare un percorso di formazione importante dentro una vita giovane che deve ancora completamente sbocciare. Oggi qui non ha senso fare dei distinguo per stabilire chi ha fatto di più, qui oggi ha senso affermare che abbiamo dato tutti il massimo che eravamo in grado di dare, affrontando le difficoltà e gli ostacoli con tutta la forza che avevamo.

Presto, spero, tornerà il tempo della normalità e vedremo di capire cosa è successo e cosa fare per andare avanti al meglio. Oggi siamo scesi indenni dal Nanga Parbat dopo averlo scalato senza ossigeno.  Alla fine di quest’anno dico una cosa sola agli insegnanti del Liceo Marinelli: cari ragazzi non siete stati bravi, siete stati perfetti.

Il Dirigente Scolastico
Stefano Stefanel

 

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Personale ATA
Studenti