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Giornata della Memoria

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 Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, abbiamo ricordato le vittime dell’ideologia nazista, che prevedeva l’eliminazione di chi era considerato “impuro” o “diverso”. Lo abbiamo fatto presentando il romanzo storico di Salvatore D’Antona “Perla” (L’Orto della cultura, 2016), assieme alla editor del volume Daniela Rossi e ai nostri docenti Costanza Travaglini e Valerio Marchi.

Noi studenti ci siamo immedesimati nella protagonista del libro, Perla Ovitz, una donna ebrea affetta da nanismo che, durante la Seconda guerra mondiale, fu deportata ad Auschwitz assieme ai suoi fratelli (erano in tutto dieci, dei quali ben sette nani) e ad altri parenti. Nel campo di concentramento furono scelti come cavie dal medico nazista Mengele, “affascinato” dalla loro malattia, che gli consentiva di fare numerosi e orribili esperimenti. Mengele fu assai crudele con loro, ma proprio grazie al lui sopravvissero fino all’arrivo dell’Armata Rossa (27 gennaio 1945).

La Shoah è stata una tragedia per coloro che l’hanno vissuta e si spera che non si ripeta mai più; ma è per noi inquietante domandarsi se sia stata una follia di quel periodo storico, oppure se possa accadere di nuovo, forse in modo più “raffinato”…

Segnaliamo tre frasi che ci hanno colpito: “Fare memoria vuol dire raccontare la storia di un individuo e immedesimarsi in lui, cercando di provare le stesse emozioni”; “Corpi piccoli con emozioni immense, salvi perché diversi, anche perché il medico di Auschwitz era un appassionato della storia di Biancaneve e i sette nani”; “Sono nata nana per sopravvivere ad Auschwitz” (Perla Ovitz).

Benedetta Bernardini, Samuele Bovo, Aurora Ratano (3ªE)

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Personale ATA
Studenti