Skip to content Skip to navigation

6 maggio 1976: l'Orcolat distrugge il Friuli

Versione stampabilePDF version

Il 6 maggio 1976, poco dopo le 21.00, un violento terremoto, d’intensità pari al decimo grado della scala Mercalli e di magnitudo 6,4 della scala Richter, sconvolge le province di Udine e di Pordenone. Le vittime sono quasi mille, tremila i feriti e circa 200mila saranno gli sfollati. Molti i comuni colpiti, ma alcuni, tra cui Venzone, Trasaghis, Gemona, Osoppo, vengono rasi quasi completamente al suolo. La scossa viene avvertita in un'area vastissima, producendo danni anche in Slovenia e in Austria. L'epicentro viene identificato da alcuni sismologi vicino a Venzone, nell'area del Monte San Simeone, che diventa il simbolo dell'Orcolat, ossia della figura, l'orcolaccio, che secondo i friulani causa i terremoti. La terra trema di nuovo a settembre, ma le tempestive operazioni di soccorso, il sollecito sgombero delle macerie, e il rapido allestimento di ricoveri provvisori e di cucine da campo, riducono di molto i gravi disagi dei terremotati. Il terremoto del Friuli ha un forte impatto anche sull’opinione pubblica: è la prima volta che una diretta televisiva porta in tutte le case italiane le immagini di dolore e di distruzione di un fenomeno naturale. Grazie alla fiducia del Governo italiano riposta nelle amministrazioni locali, i fondi dello Stato destinati alla ricostruzione vengono gestiti direttamente dal governo regionale del Friuli che, nell'arco di una decina di anni, ricostruisce interi paesi, così com'erano. Riportiamo le parole dell'allora Presidente della Regione, Antonio Comelli: “Prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”. Ancora oggi la gestione della drammatica situazione viene ricordata come un esempio di efficienza e di serietà. Negli ultimi anni ci sono stati altri terremoti nella nostra zona, ma a seguito dell'importante opera di rifacimento e di adeguamento antisismico in Friuli questi episodi non hanno provocato danni.

 

Anche il capo della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, sarà presente in regione, nel quarantesimo anniversario del sisma, per rendere omaggio alle vittime del terremoto e per rimarcare l'efficienza dei friulani nell'opera di ricostruzione.

 

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Personale ATA
Studenti