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27 gennaio: per non dimenticare la Shoah

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Con queste parole Elie Wiesel (1928-2016), premio Nobel per la Pace nel 1986, descrive la sua prima notte passata nel campo di Auschwitz nel 1944:

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.

Mai dimenticherò quel fumo.

Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.

Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede.

Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.

 Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.

Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

(Elie Wiesel, La notte, Giuntina Editore, Firenze, 1980, pagg. 39-40)

Oggi 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria. Nel 2000 il Parlamento italiano, anticipando di alcuni anni la risoluzione 60/7 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha deciso di istituire questa data per ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. La scelta del 27 gennaio non è casuale: è la giornata in cui, nel 1945, l'Armata Rossa entrò nel campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz Birkenau. Nei lager nazisti trovarono la morte non solo ebrei, ma anche oppositori politici, zingari, omosessuali e disabili.

 

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Personale ATA
Studenti