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“The sound of silence”, ovvero “Giornate bianche” a Tarvisio

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Svegliarsi alle 5.30 del mattino ha sconvolto i ritmi di tutti noi. Ci siamo calmati solo quando, arrivati al parcheggio, abbiamo scorto il viso di tutti quegli adolescenti in tuta da sci fucsia o arancione con una valigia vicino alle gambe e magari i capelli legati in due trecce. “1C presente!”, “1B presente!”, “1D e 2A presenti!”. Sì, c’eravamo tutti. Insieme ai nostri intrepidi prof. Bonfanti, Bergomas, Marano, Pizzo, Antonutti e Lavoro.  

Il viaggio è stato piacevole e tranquillo, scandito da bella musica e discussioni sul piano camere.

Arrivare a Tarvisio ed entrare in contatto con la neve ha dato a tutti noi la consapevolezza di trovarci finalmente sulle piste e di star vivendo la tanto agognata gita.

Il primo giorno è stato turbolento, colpa del mal tempo e la paura dei principianti verso quelle “due assi in carbonio dal magico potere di scivolare su una superficie che solitamente ti fa sprofondare la faccia nella neve”. Finite le due ore di scuola sci eravamo tutti pulcini bagnati, infreddoliti, affamati e desiderosi di una doccia calda.

Arrivare in albergo è stato un tripudio per tutti noi. Il primo pomeriggio è passato molto tranquillo, tra terme, per chi con un pulmino si è diretto a Warmbad a farsi un bel bagno caldo, e chi invece si è goduto qualche bella discussione, nuove amicizie e qualche partita a carte in albergo.

Il giorno dopo è iniziato col piede giusto, tra cornetti, Nutella e caffè: ci sentivamo carichi per affrontare la giornata che si prospettava piena. Rimettere gli sci ai piedi, riprovare la sensazione del freddo che pizzicava il naso, rivedere il gruppo che si era formato ha svegliato anche i più restii a muoversi dall'albergo.

Scendere sulle piste, consapevoli del fatto che fino al giorno prima molti di noi non avevano neanche idea di come si mettesse uno sci, ha dato una certa soddisfazione.

Dopo quattro ore di scuola sci - i più esperti sul monte Lussari e i principianti alla scoperta di piste più ripide - eravamo già alla ricerca di qualcosa di nuovo e più frizzante. Certo è che quattro ore di scuola sci ci hanno stancato e solo i più intrepidi si sono avventurati nella camminata con le ciaspole. Dopo cena però ci attendeva Pontebba e il suo palaghiaccio che ha portato tutti noi a rivedere la nostra percezione dell'equilibrio e della stabilità su di una superficie solida, cosa non troppo semplice se la superficie in questione è ghiacciata! Ma tra cadute, giravolte e uno spuntino di mezzanotte, quella sera è passata spensierata, e ci siamo tutti addormentati con un sorriso da ebeti sul volto.

La sveglia dell'ultimo giorno è stata la più triste, consapevoli che sarebbe tutto finito, e l'idea di rivedere i genitori e tornare ad Udine non stuzzicava neanche la mente dei più nostalgici. L'avventura stava per finire e noi eravamo desiderosi di più esperienze, più risate e più momenti tutti insieme.

L'ultimo giorno sulle piste è stato il più divertente. Scivolare senza il controllo degli istruttori, sentire gli sci non più come corpi estranei ma come prolungamenti delle proprie gambe, sperimentare la seggiovia sono tutte emozioni che ci porteremo dentro.

Le due ore di sci libero ci hanno messo alla prova: era il momento di capire se lo sci faceva davvero per noi o se tutte quelle ore erano state solo tanto fumo e niente arrosto. Ci siamo trovati tutti felicemente sorpresi nello scoprire che scendere con gli sci non solo ci divertiva, ma eravamo bramosi di continuare, di avere più tempo, di salire più in alto, di scoprire nuove piste più ripide o di fare curve e di, perché no, cadere ancora qualche volta.

Mollare tutto ha lasciato una certa malinconia. Ma, mentre ci dirigevamo all'auto ci siamo tutti girati verso i nostri compagni di stanza, lanciandoci occhiate complici. E, mentre salivamo in auto sapevamo tutti molto bene che di quei tre giorni non ci sarebbero rimaste solo le foto, ma ci sarebbero rimasti aneddoti da raccontare, battute da fare tra di noi e con gli insegnanti, piccole botte e tanti dolori, un'enorme stanchezza e una strana serenità ed allegria che si stava facendo spazio nei nostri cuori, affamati e desiderosi di ripetere altri tre giorni così.

7 marzo 2019, Pittoritti Giulia Valentina, 1C

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Studenti